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Se non ora quando? Il Codipec in piazza, a Roma!

InComunicati su 12 febbraio 2011 a 13:06

Amiche e amici del Codipec Pegaso, ultimamente abbiamo notato, e con rammarico, che l’immagine della donna sia stata largamente offesa da specifici rappresentanti di una classe politica a dir poco imbarazzante, qualora non adatta a governare, e per di più omofoba e razzista.

Per questi motivi abbiamo aderito come associazione alla manifestazione di domani, 13 febbraio 2011, “Se non ora quando?”, dove saremo in piazza con una nostra piccola delegazione.

Perché le donne sono nostre amiche, sorelle, amate e amanti, compagne di percorso politico.

Non esserci significherebbe dar ragione a chi le offende e, offendendo loro, offende il resto della società.

Unioni civili in Sicilia?

InItalia su 8 febbraio 2011 a 18:09

Finché non avremo risposte concrete e progetti di legge seri, sospendiamo il giudizio. Con un’unica certezza: l’inadeguatezza dell’UdC di fronte ai reali problemi delle persone GLBT.

Riportiamo, per dovere di cronaca, il seguente articolo dal Giornale di Sicilia:

Il ddl, che ha come primo firmatario il deputato Pino Apprendi (Pd), è stato sottoscritto da Mpa. Il testo è stato condiviso anche da Campagna del Pdl e Aricò di Fli

PALERMO. C’é anche la firma dell’Udc nel disegno di legge col quale un gruppo di deputati dell’Assemblea regionale siciliana, in maniera trasversale, intende dotare la Sicilia di una norma per riconoscere le unioni civili, “rifiutando qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione e all’orientamento sessuale”.
Il ddl, che ha come primo firmatario il deputato Pino Apprendi (Pd), è stato sottoscritto anche dal capogruppo dell’Udc, Giulia Adamo, e dal capogrupo del Mpa, Francesco Musotto. Il testo, composto da un solo articolo, è stato già assegnato alla commissione Affari istituzionali, “ed è stato condiviso anche dai deputati Alberto Campagna del Pdl e Alessandro Aricò di Fli”, ha spiegato Apprendi in conferenza stampa, assieme ad Adamo e Musotto, per presentare il provvedimento.
Nell’art. 1 del ddl si legge: “La Regione riconosce le formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si promuovono la personalità umana e il libero svolgimento delle sue funzioni e attività e riconosce altresì ogni forma di convivenza, rifiutando qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione e all’orientamento sessuale”. E’ prevista l’istituzione dell’elenco regionale delle unioni civili presso l’assessorato regionale alla Famiglia.
“Il ddl – ha sottolineato Apprendi – nasce all’indomani del Gay Pride di Palermo. Ho incontrato tante associazioni e questa norma risponde alle esigenze rappresentate da coppie conviventi eterosessuali e omosessuali”. La scelta di non inserire nel testo il termine famiglia sostituendolo con “formazione” è stata assunta “perché vogliamo approvare questa legge e non perdere del tempo”. “Siamo convinti che in aula ci sarà un ampio dibattito e che la norma sarà condivisa”, ha aggiunto Musotto.
Adamo riunirà il gruppo dell’Udc per discutere il provvedimento, “ma sono certa che non ci saranno problemi”. “Ho aderito all’Udc – ha spiegato il capogruppo all’Ars – per l’apertura fatta da Casini al mondo laico con l’obiettivo di mettere insieme i valori laici con quelli cattolici. E poi sui temi etici il ‘Nuovo polo’ lascia piena libertà di coscienza”.
“L’Udc – ha proseguito Adamo – ha avuto la forza di voltare pagina, lasciando andare via esponenti politici che avevano valori non condivisibili e che ponevano al centro delle questioni il clientelismo”.
“L’onorevole Giulia Adamo ha firmato il ddl per il riconoscimento delle unioni civili a titolo del tutto personale. Le posizioni dell’Udc su questo tema sono note e non ricalcano in alcun modo quelle espresse all’interno del disegno di legge del deputato del Pd Apprendi”. Ha precisato poi in una nota il coordinatore regionale dell’Udc, Gianpiero D’Alia.

Per David Kato, militante ugandese

InComunicati su 28 gennaio 2011 a 13:27

«Quando si pianta un seme, esso non produce nulla fino a quando non muore. Così, io so che alcuni di noi, dovremo morire. Lo so. Ma quello sarà un nuovo inizio…»

David Kato, ugandese, attivista dell’associazione Sexual Minorities Uganda, fortemente coinvolta nella difesa della comunità GLBT. David si batteva per i diritti umani della gente del suo paese. Per questo è stato ucciso, a bastonate, dentro casa sua. Il suo indirizzo era stato reso pubblico dalla rivista Rolling Stone, che lo aveva pubblicato assieme alle foto di altri attivisti ugandesi assieme alla scritta “impiccateli tutti”.

Qualcuno ha seguito il consiglio, ma usando il bastone.

Il Centro Omosessuale di Iniziativa Politica e Culturale Pegaso esprime il proprio sdegno e il proprio sconcerto per il clima d’odio contro le persone GLBT in Uganda, odio che si è protratto fino alle estreme conseguenze, concretizzandosi in una morte assurda, inumana e atroce.

Ora più che mai bisogna impegnarsi affinché si crei una cultura, in Italia e nel mondo, che sia di argine all’odio e sia feconda dello spirito di condivisione e di accoglienza che dovrebbero renderci umani, a dispetto di ogni follia e di ogni barbarie.

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