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Per David Kato, militante ugandese

InComunicati su 28 gennaio 2011 a 13:27

«Quando si pianta un seme, esso non produce nulla fino a quando non muore. Così, io so che alcuni di noi, dovremo morire. Lo so. Ma quello sarà un nuovo inizio…»

David Kato, ugandese, attivista dell’associazione Sexual Minorities Uganda, fortemente coinvolta nella difesa della comunità GLBT. David si batteva per i diritti umani della gente del suo paese. Per questo è stato ucciso, a bastonate, dentro casa sua. Il suo indirizzo era stato reso pubblico dalla rivista Rolling Stone, che lo aveva pubblicato assieme alle foto di altri attivisti ugandesi assieme alla scritta “impiccateli tutti”.

Qualcuno ha seguito il consiglio, ma usando il bastone.

Il Centro Omosessuale di Iniziativa Politica e Culturale Pegaso esprime il proprio sdegno e il proprio sconcerto per il clima d’odio contro le persone GLBT in Uganda, odio che si è protratto fino alle estreme conseguenze, concretizzandosi in una morte assurda, inumana e atroce.

Ora più che mai bisogna impegnarsi affinché si crei una cultura, in Italia e nel mondo, che sia di argine all’odio e sia feconda dello spirito di condivisione e di accoglienza che dovrebbero renderci umani, a dispetto di ogni follia e di ogni barbarie.

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